Alain Badiou – La Repubblica di Platone [Pdf - Doc - Epub]

Zizek l’ha definito il più grande filosofo vivente e Alain Badiou dà credito a questo meritevole elogio con La Repubblica di Platone, un rifacimento del grande scritto analizzato con sguardo contemporaneo. In questa opera provocatoria il pensatore francese, già autore di Metapolitica e L’ipotesi comunista, riscrive il famoso dialogo platonico usando immagini e icone attuali, con un risultato assolutamente originale e inaspettato. La Repubblica del filosofo greco è un’opera che ha cambiato il pensiero occidentale e che ha avuto un’enorme influenza nella pratica politica di tutti i tempi. Città ideali, dialettica come base di ogni disciplina e giustizia come fulcro della collettività sono le idee base che Badiou riconsidera e rielabora attualizzandole. Per la prima volta nel dialogo platonico fa la sua comparsa il concetto di utopia e rivoluziona il concetto di ciò che è reale e ciò che è ideale. Per l’insegnante di filosofia dobbiamo cambiare e sono tutti concordi nel dirlo: tecnici, industriali e opinionisti. La Repubblica di Platone diventa così lo spunto e il motivo di una modifica radicale nel modo di considerarci società costituita. Possiamo aspirare al meglio, a essere di più. Questo secondo Platone e secondo Badiou. Risveglio della storia, dell’Idea per aspirare a qualcosa di più, a qualcosa di migliore che assomigli all’eguaglianza. Insegnante alla Sorbonne di Parigi e alla Vincennes – Saint Denis, scrisse il suo primo romanzo, Almagesta, nel 1964. Filosofo marxista, Badiou in questa rilettura de La Repubblica di Platone riconsidera il concetto di utopia, rendendo possibile l’impossibile.

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Alain Badiou – Metapolitica [Pdf - Doc - Epub]

 
“Un’esigenza fondamentale del pensiero contemporaneo è di farla finita con la ‘filosofia politica’. Che cos’è la filosofia politica? E’ il programma che, ritenendo la politica – o meglio ancora il politico – un dato oggettivo o addirittura invariante, dell’esperienza universale, si propone di consegnarne il pensiero al registro della filosofia. Toccherebbe insomma alla filosofia produrre un’analisi del politico e, ovviamente, sottomettere in fine questa analisi alle norme dell’etica. Così, il filosofo otterrebbe il triplo beneficio di essere, in primo luogo, l’analista e il pensatore di questa oggettività brutale e confusa che è l’empiricità delle politiche reali; in secondo luogo, di essere colui che determina i principi della buona politica, di quella conforme alle esigenze dell’etica; in terzo luogo, di non dovere, a tal fine, essere il militante di nessun processo politico vero, in modo da poter fare, indefinitimente, la lezione al reale nella modalità che gli è più cara; quella del giudizio. L’operazione centrale della filosofia politica così concepita – di cui si deve confessare che è l’esempio stesso di ciò di cui è capace un certo fariseismo ‘filosofico’ – consiste nel ricondurre preliminarmente la politica, non al reale soggettivo dei processi organizzati e militanti, che soli, bisogna dirlo, meritano questo nome, ma all’esercizio del ‘libero giudizio’ in uno spazio pubblico in cui non contano, in definitiva, che le opinioni”.
Alain Badiou

Maximilien F.I. Robespierre – Il Terrore e la Rivoluzione giacobina [Pdf - Doc - Epub]

Maximilien-Francois-Marie-lsidore de Robespierre detto l’Incorruttibile (Arras, 1758 – Parigi, 1794) è stato un politico, avvocato e rivoluzionario francese. Probabilmente è il più noto e uno dei più controversi protagonisti della Rivoluzione francese e del Terrore. Gli storici e i contemporanei si sono divisi. C’è chi lo considera un estremista che causò le numerose esecuzioni di coloro che erano considerati nemici della rivoluzione. Altri interpreti lo ritengono un idealista, cresciuto nelle idee dell’Illuminismo, devoto alla causa rivoluzionaria della Repubblica fino al sacrificio della stessa vita. Per questa interpretazione le leggi speciali del Terrore furono una misura estrema necessaria a causa della guerra civile ed esterna al quale era sottoposta la Francia, rimproverando invece gli eccessi ai suoi più accesi seguaci, più che a Robespierre in persona. I suoi brillanti scritti sulla rivoluzione francese, composti in presa diretta, durante le varie fasi dal 1789 al suo tragico epilogo, testimoniano lo spessore etico di una battaglia per la libertà, l’uguaglianza e la fraternità che ancor oggi le democrazie contemporanee faticano a realizzare.

Marrti Koskenniemi – Il mite civilizzatore delle nazioni. Ascesa e caduta del diritto internazionale 1870-1960 [Pdf - Doc - Epub]

Il libro svela la struttura del paradigma del diritto internazionale così come è stato pensato in origine: un disegno razionalistico ma indiscutibilmente eurocentrico, che aspirava a imporsi universalmente attraverso la piena realizzazione di un progetto coloniale. I suoi principi di libertà valevano essenzialmente per la comunità dei popoli europei (“civili”). L’esclusione da questa comunità dei popoli indigeni conquistati dall’espansione coloniale dipendeva dalla loro estraneità ai principi del diritto internazionale e giustificava l’oppressione, lo sterminio, l’occupazione. Appare così il doppio volto del liberalismo europeo, il suo “cuore di tenebra”, la sua smania di egemonia e di oppressione. Attingendo a numerose fonti, Koskenniemi scrive una complessa ricostruzione del diritto internazionale fra Otto e Novecento e traccia un confronto con la situazione odierna.

Mordecai Richler – Solomon Gursky è stato qui [Pdf - Doc - Epub]

A chi lo incensava come l’inimitabile cantore del microcosmo ebraico di St. Urbain Street, Mordecai Richler rispose da par suo, e cioè facendo saltare il tavolo con questo romanzo, il suo penultimo. Qui il racconto abbraccia infatti due secoli, due sponde dell’Atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto è smisurato: vitalità, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma.

Mordecai Richler – L’ apprendistato di Duddy Kravitz [Pdf - Doc - Epub]

«Come un poeta che agisca con la materia più bassa, Duddy agisce con il mito del successo facendolo diventare un’altra cosa: nel momento in cui si abbandona al suo sogno, Duddy smette di essere un ragazzino ebreo-canadese inebriato dal denaro e diventa il “briccone divino”: uno a cui la realtà va stretta, un sognatore che ha deciso di andare a pescare la poesia nel banchetto sgangherato e dionisiaco della realtà». Giuseppe Montesano

Mordecai Richler – Il mio biliardo [Pdf - Doc - Epub]

Che cosa hanno in comune Paul Newman, la Regina Madre d’Inghilterra e il popolo degli insonni disposti a seguire in televisione, fino all’alba, le silenziose evoluzioni delle palle colorate su un tappeto verde a tutto schermo? Semplice: una passione, la stessa che Mordecai Richler ha sempre nutrito e che in questo libro, il suo ultimo, si è deciso a raccontare. Convinto che il biliardo sia un gioco troppo serio per lasciarlo ai cronisti sportivi (categoria della quale ha peraltro a lungo, e onorevolmente, fatto parte), Richler ne tesse qui un’elegia che sembra il colpo da maestro di un grande giocatore, con la palla che finisce in buca dopo un gioco di sponde imprevedibile. Così, la penna che sembrava prepararsi a incidere il cammeo di un fuoriclasse devia d’improvviso verso i locali fumosi della Montreal del secondo dopoguerra, da lì rimbalza in un confronto a distanza con le pagine dedicate allo sport da grandi scrittori, poi colpisce in rapida successione il calcio, il football o lo hockey – senza risparmiare, nei suoi andirivieni, niente e nessuno. E come i numerosi devoti della Versione di Barney avranno già previsto, i primi a cadere sono proprio i santini quali l’immenso Wayne Gretzky, simbolo dello sport americano oggi a riposo, e quindi disposto a interpretare qualsiasi spot – «tranne quello dei Tampax. Per ora».Il mio biliardo è stato pubblicato per la prima volta nel 2001.

Licia Giaquinto – La ianara [Pdf - Doc - Epub]

Adelina ha un destino segnato: quello di diventare ianara, come sua madre, come sua nonna. Al pari di loro, sarà in grado di attraversare ogni porta, anche quella che separa la vita dalla morte. E sarà dannata. Vivrà sui monti dell’Irpinia – una terra apparentemente remota dal resto dell’Italia – come una bestia selvatica; gli uomini e le donne verranno a supplicarla di aiutarli quando avranno bisogno di curarsi, di vendicarsi, o di liberarsi di un figlio non voluto – e la schiveranno come la peste se oserà avvicinarsi alle loro case. Per sfuggire al suo destino Adelina attraverserà «paesi, boschi e campagne», finché non giungerà in vista di un grande e magnifico palazzo: vi entrerà come l’ultima delle sguattere e – sorta di funebre, allucinata Jane Eyre, schiava amorevole e possessiva fino al delitto – servirà e accudirà con assoluta, cieca fedeltà il signore di quel luogo. Gli rimarrà accanto anche quando il palazzo sarà ridotto a una splendida rovina, quando più nessuno ci metterà piede per paura della maledizione che aleggia su di esso dopo gli eventi funesti (omicidi, apparizioni misteriose, un suicidio)che vi si sono succeduti – e lei, Adelina, sarà rimasta la sola ad aggirarsi silenziosa nelle immense sale vuote.Con una lingua asciutta, potente, evocativa, Licia Giaquinto ci trascina in una trama fitta di storie e di magia, dove animali, uomini, cose si fondono e si trasformano di continuo. Così come è destinato a trasformarsi, di fronte a una minacciosa «modernità», il mondo arcaico che ci si squaderna davanti, e che ha anch’esso un destino segnato: quello di scomparire, per essere evocato solo da chi ancora ha il dono di saperlo raccontare.

Herman Melville – Moby Dick o la Balena [Traduzione di Cesare Pavese] [Epub - Mobi]

«Il primo capitolo di Moby Dick comincia con una dichiarazione non umana, ma angelica. Call me Ishmael: chiamatemi Ismaele, non già mi chiamo Ismaele. Non ha importanza il nome del protagonista narratore, ma ciò che egli simboleggia. Ismaele è l’uomo che si sa dotato di una superiorità non riconosciuta dal mondo: il primogenito di Abramo è un bastardo cacciato nel deserto, fra altri reietti; là impara a sopravvivere a questa morte, in perfetta solitudine, indurito contro le avversità» (Elémire Zolla). Nella celebre traduzione di Cesare Pavese, il romanzo, apparso nel 1851, che più di ogni altro si avvicina alla potenza del mito.

Grazie a gianpiero per aver condiviso quest’opera preziosa.