Sergio Quinzio – Dalla gola del leone [Epub - Mobi - Pdf scan]

CoverScrive il profeta Amos: «Come un pastore salva dalla gola del leone due zampe o un brandello d’orecchia, così saranno salvati i figli d’Israele». In questa paradossale immagine di un’esile salvezza tra le fauci della rovina è il centro delle riflessioni di Sergio Quinzio, «credente nella verità cristiana sine glossa», che nelle pagine di questo libro si spinge a «farsi le più difficili domande circa la fede, quelle che non avrebbe mai osato». Nulla di più estraneo, dunque, a quel cristianesimo oggi corrente che si presenta come «rilancio mondano di ogni genere di trionfali sacralità». Qui, al contrario, l’insistenza sulla speranza lungamente delusa, sulla contraddizione non sanata, sul dolore irrecuperabile e sulle devastazioni della morte avvicinano Quinzio al più temerario discrimine: quello fra l’invocazione del Regno e la blasfemia. Simile, qui più che mai prima, anche per la forma spezzata, aforistica, narrante che la sua prosa assume, a certi maestri chassidici, insieme tenerissimi e violenti, che erano pronti a insultare Dio pur di non diminuirne in nulla l’incombente, oscura e impenetrabile maestà, Quinzio ha raggiunto in queste pagine la massima esasperazione dei suoi temi, scrivendo una testimonianza che spicca nella sua solitudine.

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A cura di U.s.A. sono state aggiunte le versioni corrette, con note cliccabili, dei seguenti epub: Ontologia transitoria, Piccolo pantheon portatile e L’inferno di Treblinka.

P.s. Con questa chicca di Quinzio ci salutiamo e, salvo sorprese, ci rivediamo a Settembre. Buone vacanze.

Giorgio Colli – Dopo Nietzsche [Epub - Moibi]

CoverGiorgio Colli è stato un filosofo di radicale ‘inattualità’, uno dei rarissimi che abbiano avuto la capacità, eminentemente nietzscheana, di parlare al presente «con vera durezza»: in questo libro egli risolleva, in tutto il loro peso, molte delle domande che Nietzsche aveva posto, e a cui spesso aveva risposto solo per enigmi, inclusa quella sul significato dell’enigma, decisiva per avvicinarsi a qualsiasi questione filosofica e, in particolare, al modo che Nietzsche aveva di vivere il pensiero. Sono problemi che, almeno nella loro originaria e vitale immediatezza, negli ultimi cento anni ci si è preoccupati per lo più di eludere, sia non percependoli sia sottoponendoli al mortale filtraggio della ‘prospettiva storica’. Per Colli, invece, il presupposto è che Nietzsche sia stato l’ultima grande figura del pensiero occidentale, e che perciò la filosofia non abbia altra scelta se non quella di porsi le stesse questioni che Nietzsche individuò e sulle quali, alla fine, il suo destino si infranse. Ciò lo costringe a una sorta di guerra su due fronti: da una parte, la ripresa e reinterpretazione di tutti i temi greci di Nietzsche (dalla sapienza misterica a Socrate, dal significato di Apollo al nesso fra dialettica e violenza, alle origini e alle peripezie del logos), qui illuminati con sovrana lucidità, tale da delineare tutta una nuova visione, compatta e sorprendente, delle origini del pensiero occidentale; dall’altra, una sorta di analisi serrata delle conquiste del pensiero di Nietzsche, ma anche delle sue grandiose sconfitte, che pure Colli esamina con quella peculiare ‘mancanza di riguardi’ che – come Nietzsche stesso ha insegnato – è l’unico modo ammesso dall’etichetta del pensiero se si vuole avvicinare un grande filosofo. E ognuno di questi due fronti nutre direttamente un terzo tema del libro, cioè l’attacco devastante a molti idoli del pensiero moderno: dalla storia giustificatrice di ciò che comunque le sfugge, alla ragione ormai scissa dal logos da cui è nata, al superstizioso attaccamento alla scienza, ai fatti, all’azione. Il risultato è un libro singolarissimo, articolato in brevi sezioni aforistiche, continuamente appuntito e provocante, duro ed esigente nelle sue tesi, felicemente distaccato nella maniera, un libro dove in ogni parola si sente presente, e come ripercosso direttamente dalle sue origini greche, il rischio mortale che il pensiero accetta, a ogni suo passo, di fronte alla Sfinge.

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Giorgio Colli – La nascita della filosofia [Epub - Mobi - Pdf]

coverQuello che si incontra comunemente, negli studi odierni sulla filosofia greca, è il tentativo di restituire contenuti remotissimi da noi con gli strumenti più moderni, condizionati dalle formule e dai metodi odierni della ricerca storica, in breve con il linguaggio filologico. Qui invece Giorgio Colli prova a far riemergere il periodo culminante della Grecia – il settimo, il sesto, il quinto secolo a.C. –, il più lontano da noi e dalla nostra comprensione, senza suggerire approcci specialistici. L’accessibilità del suo modo di esporre è raggiunta mediante un’inversione di prospettiva: non sono gli occhi del presente a guardare quei secoli, rimpiccioliti dalla grande distanza, e neppure gli occhi del quarto secolo a.C., di Aristotele, ma al contrario si tenta di evocare uno sguardo «alle spalle» di quei secoli, uno sguardo gettato dagli dèi omerici e pre-omerici. In questo spingersi all’indietro, verso un’antichità dal profilo incerto, l’origine della filosofia greca, questo evento misterioso, non è ricacciata in un passato più lontano, ma viene riportata al contrario a un’epoca assai posteriore, è un prodotto mediato che si lega al nome di Platone. Prima c’è l’età dei sapienti. Quando nasce la filosofia, la parabola dell’eccellenza greca ha già iniziato il suo declino. E questa crisi decisiva è anteriore anche a Euripide e a Socrate, è una frattura, un indebolimento che sono interni al mondo dei sapienti, che solo attraverso questo si decifrano.

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Ernst Jünger – La pace [Epub - Mobi]

coverNel 1941 Junger, ufficiale tedesco a Parigi, scrittore già famoso e gradito al regime, venne a conoscenza delle ingiustificabili atrocità che il suo paese stava commettendo in tutta Europa. La sua reazione prese forma in questo libretto, concepito come un appello alla riconciliazione e alla pace, con un’implicita sconfessione del nazismo. Il testo fu diffuso clandestinamente e divenne un vero e proprio breviario per quei militari che decisero poi di abbandonare l’avventura hitleriana e diedero vita al fallito attentato al Fuhrer.

Goffredo Parise – Il crematorio di Vienna [Epub - Mobi]

CoverGoffredo Parise era stato a Vienna subito dopo la guerra e si era imbattuto per caso nel set del terzo uomo, il film di Carol Re ed interpretato da Orson Welles. Sia la città sia il film avevano a lungo soggiornato nella sua immaginazione e s’erano segretamente infiltrati nel suo primo libro come l’emblema della sua “forse inconscia operazione neoromantica”. Ecco che, quando, nel 1969, Parise darà alle stampe Il crematorio di Vienna non potrà non sentirlo come il punto d’arrivo di un percorso che aveva avuto il suo inizio, per l’appunto, con il ragazzo morto e le comete. Dalle macerie materiali del dopoguerra, raccontate con la veloce genialità fiabesca e stralunata di un ragazzo, Parise era giunto alle macerie morali di un mondo sempre meno umano e sempre più meccanizzato. Ecco dunque la scelta di una prosa cospicuamente analitica, bisturi stilistico e conoscitivo capace di affondare nei più segreti anfratti psichici dei rapporti tra i sessi, tema che Parise articolerà e varierà in quegli anni con felice ossessività espressiva. Il crematorio di Vienna non è una semplice raccolta di racconti; è piuttosto un insieme di trentatre prose narrative variamente intonate, tenute insieme da una evidente serialità; una serialità in parte simile ma per molti aspetti opposta a quella che darà vita ai Sillabari. Tra i libri di Parise, è quello che ha avuto una più lunga ed esitante gestazione, precedente, coeva e successiva alla stesura e pubblicazione de Il padrone (1965). E vista la contiguità tematica, sarebbe facile considerare queste prose narrative semplicemente come i dintorni del romanzo, un po’ materiali preparatori, un po’ puntualizzazioni posteriori; sarebbe facile, ma così è soltanto parzialmente. Lo è probabilmente nella prima parte, quella più spiccatamente “aziendale”; lo è meno nella parte finale, dove prevale uno humour nero rabbioso e quasi frernetico e il libro gira come un carosello da incubo.

Goffredo Parise – New York [Epub - Mobi]

CoverParise, dopo un viaggio in America, decretò che il suo odore gli ricordava quello della miseria: la peggiore delle miserie, perché “non è miseria umana, biologica, naturale, ma è miseria disumana, chimica, vecchia senza essere antica, miseria morale, schiavitù delle schiavitù”. Quattorci anni più tardi sentì il bisogno di ritornarci e si fermò esclusivamente a New York per qualche mese.

Goffredo Parise – Cara Cina [Epub - Mobi]

CoverPer Goffredo Parise, la Cina è un poema composto da “molti, quasi infiniti versi”. Quando ci si prova a leggerli, questi versi, si fa un po’ di fatica, anche perché, a prima vista, sembrano tutti simili e si può essere presi dalla noia. Ma, se al posto della “chiara, limpida, matematica e apparentemente esatta ragione” ci si affida a “due strumenti apparentementi ambigui e oscuri come la discrezione e l’intuito”, ecco che la noia scompare e si scopre che i cinesi sono un popolo che possiede naturalmente quella qualità che si può conquistare, e con grande spreco di energie, soltanto storicamente. Questa qualità è lo stile”. In Cara Cina, primo dei suoi libri di viaggio, Parise ausculta lo stile dei cinesi, non solo nei suoi aspetti più espliciti, come la pratica della calligrafia e quella della cucina, ma soprattutto in molti dettagli acciuffati con la forza di un intuito sempre vivo. Parise è un viaggiatore che ha scelto di essere indigente: nel suo bagaglio ci sono esclusivamente “gli occhi per vedere, il cervello per riflettere, il caso e infine la propria persona, con quanto possibile di lampante e di oscuro”. Da Canton a Hong Kong, fermandosi a Pechino e a Shangai, più che sui luoghi fisici, il reporter si sofferma sulle persone. Ne ricava molti dialoghi che costituiscono lo scheletro di questo libro magro. Sono davvero memorabili sia l’incontro in un ospedale tradizionale con una dottoressa che pratica l’agopuntura da persona più bella che mi sia capitato di vedere da quando sono in Cina”), sia la visita a una scuola, nel corso della quale sperimenta la consistenza corporea dei fanatismo, impersonato dal direttore (“E’ la prima volta nella mia vita che vedo il fanatismo politico: è ripugnante e pietoso al tempo stesso, ma fa paura”). in entrambi e opposti casi, la flessibilità e la leggerezza degli strumenti conoscitivi di Parise rendono possibile la difficile arte della conoscenza.

Goffredo Parise – Atti impuri [Epub - Mobi]

CoverIn una cittadina di provincia il giovane Marcello conduce una vita che è piuttosto un trasognamento in cui il mistico e l’infantile si mescolano in modo inestricabile e curioso. Marcello ha più di trent’anni, è sposato, ma tutto in lui conserva ancora il segreto di un’adolescenza pigra e stupefatta: la sua stessa fede religiosa assomiglia troppo all’infatuazione devota di un ragazzo ombroso; e il suo accostarsi ogni mattina alla Comunione ha la tinta di un’ingordigia carnale. Ma quando Marcello si imbatte per caso in una donna inquietante, la Ciriaci, si accende in lui una passione esclusiva, che assorbe tutte le altre; una passione che non è tanto del cuore o dei sensi, quanto la forma di una avidità totale: una deformazione mostruosa dell’appetito mistico, al punto che l’amata finisce per apparirgli un’incarnazione divina. Atti impuri (apparso per la prima volta nel 1958 con il titolo Amore e fervore e ora presentato in una nuova stesura) conclude l’ideale trilogia iniziata da Parise con Il prete bello (1954) e proseguita con Il fidanzamento (1956). Il libro offre un ritratto sottilmente grottesco, giocato tra il lugubre e il comico, della bigotteria italiana; ma sotto l’irrisione beffarda che traspare dalle sue pagine, acquista rilievo la volontà di Parise di analizzare la putrefazione educativo-sociale di un certo sottomondo cattolico.

Clifford Geertz – Mondo globale, mondi locali. Cultura e politica alla fine del ventesimo secolo [Epub - Mobi]

coverSi tratta di una breve, stimolante riflessione di un grande antropologo sugli aspetti socio-culturali dei processi di trasformazione in atto, connessi alla globalizzazione dell’economia mondiale. Il tema centrale è la frammentazione del mondo, speculare alla globalizzazione, e le sue ricadute sul pensiero politico e i processi culturali del XX secolo. Se da un lato le tecnologie e i meccanismi di mercato costringono la varietà delle diverse culture entro modalità standardizzate al punto da dar luogo ad un’unica civilizzazione, il venir meno dei blocchi politici occidentali, in particolare dopo il 1989, ha scatenato tendenze centrifughe (riscontrabili anche nel processo di integrazione europea) che erodono anche le basi degli stati nazionali. L’autore, antropologo avvezzo a cimentarsi con le diversità e le molteplicità, sostiene che dobbiamo renderci familiari con i patchwork culturali, già presenti nelle società asiatiche e africane. E che dobbiamo ripensare anche il liberalismo, soprattutto nelle sue aspirazioni universalistiche.

Alessandro Dal Lago – La produzione della devianza [Epub - Mobi]

Cover“Credo che oggi, esattamente come vent’anni fa, il lavoro teorico ed empirico sulle devianze vecchie e nuove debba sfuggire alle pretese della terminologia positivistica delle scienze sociali e soprattutto dei meccanismi politico-morali che esse innescano. Così, un lavoro sulle scienze dell’immigrazione potrebbe mostrare, allo stesso modo in cui Foucault ha decostruito le idee di razza e di nazione, come il linguaggio “tecnico” della demografia, della sociologia, delle relazioni internazionali, ecc. travesta spesso la preoccupazione profonda di inferiorizzare i migranti, di tenerli a distanza, di farne dei non-cittadini. In questa prospettiva, il saggio che viene riproposto non è che una prima lettura, inevitabilmente parziale delle procedure con cui le moderne scienze hanno contribuito a spoliticizzare l’esperienza”.